Formarsi. Corpo, mente e anima.

Formarsi. Corpo, mente e anima.

La parola formazione è sulla bocca di tutti coloro che sono responsabili di una realtà, di un gruppo, di un’associazione. È forte l’esigenza di non improvvisare, di non arrivare impreparati, anche perché poi tutto questo si sente e si ripercuote sulla realtà, sui ragazzi. Non occorrono titoli di studio o meriti straordinari, occorre dedicare del tempo a costruirsi un po’, a farsi le domande giuste prima di agire, a rafforzare quelle che già sono delle doti personali, ma che spesse volte sono acerbe. Sul lato fisico questo è evidente, conosciamo bene i danni che può fare un allenatore improvvisato, che non ha le basi, che consiglia e indirizza male. Un po’ meno evidente sul lato mentale, empatico, psicologico, anche se ci si accorge subito quando in un gruppo è presente una persona capace di relazionarsi, mediare, pacificare, costruire mentalità positiva di squadra. Sul fronte spirituale ci si sente addirittura esonerati: “ci penseranno i preti a quello”, ma quali preti che siamo sempre di meno? E quali occasioni se la frequenza alle celebrazioni e agli incontri è in calo e discontinua? E soprattutto lo Spirito va intercettato quando soffia nelle pieghe delle vita quotidiana, quando ti arriva quel ragazzo che è arrabbiato con la vita, deluso dalle persone, quando la squadra è sconvolta perché ha perso un coscritto troppo presto e non sa darsi risposte, quando tra una partita e l’altra, tra un allenamento e l’altro escono i temi grandi, perché questi arrivano tra una battuta e una goliardata, quando possono camuffarsi meglio e non si passa per quelli troppo profondi. E qui più che altrove non puoi improvvisarti, perché fai danni sia quando non sai cosa dire sia quando pensi di avere la soluzione in tasca. Ascoltarli, comprenderli, sentire i sentimenti e rilanciare, con un’altra domanda, con una confidenza, mostrando che ferite e dubbi ce li abbiamo tutti, ma anche una luce nel cuore e negli occhi, con quella timida certezza che Dio c’entra, che la sua firma su di noi la mette perché siamo importanti e che se abbiamo delle prove davanti non ci lascerà soli. Così anche noi che i ragazzi ce li abbiamo a cuore ci sentiamo strumenti, poveri, inadeguati magari, ma capaci di sguardi, di abbracci e di parole, di un Bene che manca tanto a questo mondo.

Allora formiamoci, non perdiamo le occasioni proposte dalle società, dai comitati, per essere allenatori, dirigenti, arbitri migliori, ma cerchiamo anche le occasioni per formarci nello spirito e nella fede, come promosso da sempre dal CSI, per avere una vita interiore intensa. Cerchiamo nelle comunità cristiane, cerchiamo quel prete per chiacchierare, per confrontarci su ragazzi e situazioni, perché mai come in questo campo siamo così tanto alleati.

Buona formazione!

 

                                                                                                                 Don Nicola Schivalocchi